Il cinema saccheggiò agli ombrelli il ruolo e le fattezze, per l'umido di un giorno e mezzo che consumammo con la fretta di una pizza al taglio e bibita all'impiedi...
La pioggia ci inondò con una stasi aggressiva ed un'incapacità di grandi movimenti: quasi uno smarrimento per il dissenso scatenato tra temporale e sabato di festa, tra primo pomeriggio e comodità numerata di una poltroncina...
Aveva un senso arcano il volto di quella costrizione; uno di quei misteri sdolcinati che, in tempo di grandi bilanci, avremmo disegnato coi tratti della premonizione, o con più leggerezza, di uno scherzo del destino...
La scelta di quella pellicola entrava con certezza nei parcheggi stretti del cattivo tempo, con la rotonda perfezione di un pendente da collana in una scollatura...
Ed era desiderio e purezza di piacere la cortesia di fare posto all'attenzione, alle giacche bagnate ed alla complicità freddolosa dei commenti...